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La difesa è sempre legittima?

Negli ultimi mesi sta tornando ad occupare le prime pagine dei giornali il dibattito sulla legittima difesa. Come è noto l’art. 52 c.p. prevede come causa di giustificazione la “difesa legittima” in presenza di ben determinati presupposti: l’esistenza di un diritto da tutelare (proprio o altrui), l’assoluta necessità della difesa, l’attualità del pericolo, l’ingiustizia dell’offesa, il rapporto di proporzione tra difesa e offesa. Con la legge n. 59/2006 è stata inserita una ipotesi speciale di legittima difesa al secondo comma dell’art. 52 c.p.: la legittima difesa “domiciliare” che si realizza ogniqualvolta l’aggressore si introduce indebitamente nell’abitazione, nell’esercizio commerciale o comunque nel domicilio dell’aggredito. In questo caso, secondo la legge, il rapporto di proporzionalità tra azione e reazione viene presunto, ma ciò fermi restando i presupposti dell’attualità dell’offesa e della inevitabilità dell’uso delle armi come mezzo di difesa della propria o dell’altrui incolumità.

Di conseguenza, la reazione a difesa dei beni è legittima solo quando non vi sia desistenza e sussista un pericolo attuale per l’incolumità fisica dell’aggredito o di altri. Pertanto, la condotta di chi spara ad un ladro mentre si da alla fuga non può essere scriminata ed andrà punita trattandosi di omicidio volontario.

Difatti, seppure è stata posta in essere un’aggressione, manca il presupposto richiesto dell’attualità del pericolo. Così come non potrà invocare la legittima difesa chi spara ad un ladro non armato, che si è limitato – seppure entrando in casa oppure in un negozio – a rubare qualcosa, senza porre in pericolo l’incolumità fisica della persona derubata o di terzi. Attualmente è molto acceso il dibattito politico sulla opportunità di introdurre una presunzione assoluta di legittimità della difesa nei casi di indebita introduzione nell’altrui domicilio. A mio sommesso giudizio, la difesa non può essere considerata sempre legittima, ma occorre distinguere caso per caso, per evitare derive pericolose. In uno Stato di diritto occorre tenere ben distinto il concetto di legittima difesa con quello di “giustizia fai da te” e il compito della politica è proprio quello di garantire la sicurezza, non quello di armare i cittadini.

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Daniele Bocciolini

Avvocato (Studio legale Marazzita & Associati) - Membro della Commissione Famiglia e Minori (Ordine Avvocati Roma) - Collaboratore Settimanali Giallo e Nuovo (Cairo).
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